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Il MAG mai visto
Dai depositi del Museo tre oggetti inediti per tre conferenze
Online
Until Friday 28 May 2021
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Un abito storico, una foto d'archivio e un reperto in stile egizio apparentemente antico. Ad accomunare questi oggetti, risalenti a contesti storici molto diversi tra loro, è il posto in cui sono custoditi: i depositi del MAG Museo Alto Garda. Quando visitiamo le sale del museo spesso ci dimentichiamo infatti che dietro alle opere e ai reperti esposti al pubblico se ne celino moltissime altre conservate e catalogate in spazi non accessibili ai visitatori. Proprio dai depositi e dagli archivi prendono origine le attività di ricerca che vedono impegnate il Museo nella valorizzazione del proprio patrimonio storico e artistico, spesso in collaborazione con altri enti e istituti culturali.

L'identità territoriale e locale del Museo Alto Garda, nato inizialmente come museo civico, rende poi i depositi particolarmente interessanti e variegati, con oggetti che spaziano dall'arte alla storia, dall'archeologia alla geologia all'antropologia, tutti accomunati dal raccontare in modo diverso il passato dell'Alto Garda e in molti casi dall'essere stati donati al museo dagli stessi cittadini.

Proprio per questo il MAG vuole dedicare tre conferenze a tre differenti oggetti finora mai presentati né esposti nelle sale del museo, prendendoli come spunto per rivelare qualcosa di più sulle collezioni di storia, di arte e di archeologia custodite nei depositi del Museo. La rassegna dal titolo “Il MAG mai visto” si terrà l'ultimo venerdì dei mesi di marzo, aprile e maggio 2021 alle ore 18.00  con modalità di fruizione online - fino a quando non sarà consentito nuovamente l'accesso dei visitatori al museo.


Venerdì 26 marzo, ore 18.00
L'irredentismo rivano in un abito da festa
con Lodovico Tavernini e Maria Luisa Crosina

La prima conferenza parte dalla presentazione di un prezioso abito storico, testimone dei fermenti di primo Novecento nell'Alto Garda. Si tratta di un vestito femminile ricco di dettagli e decorato a mano con vedute di Riva del Garda, probabilmente appartenuto a una donna rivana e indossato in occasioni mondane. Osservandolo riusciamo a cogliere alcuni spunti utili per ricostruire il contesto storico di appartenenza, segnato dai movimenti irredentistici esistenti nella nostra città prima della Grande Guerra. Oltre al vestito saranno poi presentati la statua di un garibaldino, un fazzoletto firmato da Degasperi e alcune medaglie e distintivi che insieme contribuiranno nel restituirci uno spaccato dell'epoca. Questo viaggio nel passato sarà impreziosito dall'ascolto dell'Inno della Lega Nazionale eseguito dalla pianista Monica Maranelli e da cimeli e immagini dell'epoca.
L'incontro avverrà online. Iscrizioni a info@museoaltogarda.it .


Venerdì 30 aprile, ore 18.00
L'archivio fotografico, gli Amici dell'Arte e la bella Riva
con Roberta Bonazza

La seconda conferenza prende il via dall'archivio fotografico del museo per raggiungere la mostra temporanea dedicata all'artista Giovanni Bonat e alla Riva del suo tempo. Scopriremo così come il grande fermento artistico e culturale della Riva degli anni Cinquanta e Sessanta abbia dato vita a una delle stagioni più creative e prolifiche del Gruppo Amici dell'Arte. L'oggetto di riferimento per il secondo incontro è proprio una di queste vecchie foto d'archivio, testimone di un'epoca in cui i desideri di ricostruzione si combinarono con il lavoro collettivo, artistico ed espressivo di cittadini, associazioni e istituzioni. Al centro del racconto troviamo proprio la Rocca di Riva, un tempo centro culturale e operativo degli Amici dell'Arte, e oggi sede del Museo di Riva del Garda con il suo archivio fotografico.
L'incontro sarà tenuto da Roberta Bonazza, curatrice della mostra “Giovanni Bonat. Il paesaggio e la bella Riva degli anni Sessanta”.


Venerdì 28 maggio, ore 18.00
Un reperto "esotico" nelle collezioni archeologiche
con Maddalena Angelini e Matteo Rapanà

Infine l'ultima delle tre conferenze presenterà al pubblico alcuni oggetti della collezione archeologica, partendo da un particolare scarabeo di gusto egizio. Nei depositi del Museo sono infatti custoditi reperti archeologici decisamente curiosi, frutto di donazioni spontanee e ritrovamenti casuali avvenuti soprattutto nella prima metà del secolo scorso che costituiscono una parte significativa del nucleo originario delle collezioni del museo. Tra queste insolite testimonianze vi sono anche oggetti "esotici", tra cui uno scarabeo a testa umana di gusto egizio, rivelatosi tuttavia un falso storico di fine XIX secolo d.C.. Come è entrato a far parte delle collezioni del museo? Guideranno i visitatori in questo racconto Maddalena Angelini, MAG Museo Alto Garda, e il responsabile Matteo Rapanà.



La prima conferenza di venerdì 26 marzo sarà svolta online sulla piattaforma streaming Lifesize. La partecipazione è gratuita con iscrizione tramite mail a info@museoaltogarda.it. Nel caso in cui fosse possibile le conferenze successive si terranno in presenza e si provvederà a darne opportuna comunicazione.