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Luigi Senesi | La gradualità del colore
MAG Riva del Garda, Museo
Fino al 6 novembre 2016
A cura di Daniela Ferrari, Mart
Inaugurazione: venerdì 2 settembre ore 18.00
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Luigi Senesi, Trasparenza oggettiva, 1976, idropittura acrilica su tela, 125,5 x 200,5 cm, Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Deposito Senesi

In collaborazione con Mart Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.


Con la mostra dedicata al pittore trentino Luigi Senesi, il Museo Alto Garda porta avanti il progetto pluriennale In Pinacoteca. Finestre sul contemporaneo, nell'ambito del quale intende offrire un ciclo di approfondimenti e aggiornamenti sul linguaggio contemporaneo, a partire dagli anni Settanta del Novecento. Da luogo di conservazione di carattere storico-artistico, la Pinacoteca del Museo di Riva del Garda apre le sue finestre su una selezione di percorsi espositivi volti a documentare il più recente linguaggio pittorico.

La mostra Luigi Senesi. La gradualità del colore è curata da Daniela Ferrari del Mart nell'ambito del rapporto di collaborazione fra i due musei siglato nel 2013 attraverso uno specifico protocollo d'intesa, e segue le precedenti personali dedicate a Claudio Olivieri (2013) e Aldo Schmid (2014), e la collettiva dal titolo Oltre il confine della tela. Fontana, Burri, Manzoni, Dadamaino, Bonalumi, Scheggi (2015), anch'esse facenti parte del progetto In Pinacoteca. Finestre sul contemporaneo.

Focalizzata sulle opere degli anni Settanta e sul tema dei graduali passaggi cromatici e luminosi, cifra espressiva peculiare nella poetica di Senesi, la mostra presenta una ventina di dipinti provenienti dalle raccolte del Mart e da collezioni private.

«Dopo un esordio artistico nel solco di un percorso tradizionale con una pittura dal carattere figurativo, vocata al tema dell’uomo calato nel suo contesto quotidiano, una pittura però già indirizzata a uno studio attento sul colore e sensibile ai suoi delicati rapporti nell’economia del quadro – spiega Daniela Ferrari nel suo testo in catalogo – Luigi Senesi riconosce la propria attitudine nella natura primigenia ed essenziale della rappresentazione e della percezione: gli elementi luce colore forma e spazio. È questo il leitmotiv della mostra dedicata al pittore trentino prematuramente scomparso.
Luigi Senesi verso la fine degli anni Settanta aveva raggiunto una maturazione pittorica e una padronanza tecnica tali da prospettare un suo più vasto coinvolgimento in un programma espositivo nazionale che si era già, del resto, avviato. Questa prospettiva franta va oggi osservata con la distanza storica necessaria e alla luce del rinato interesse per gli ambiti di ricerca della Pittura analitica, altrimenti definita Pittura-pittura, che riunisce tutte quelle esperienze di ricerca italiane, in linea con le parallele esperienze europee e statunitensi, incentrate sulla difesa della pittura come strumento d’espressione e come tema di riflessione accanto all’analisi delle sue componenti sia materiali sia percettive, in virtù di un’attenzione essenziale e assoluta alla pittura stessa nella sua dimensione più pura. Il sodalizio nel 1975 con Aldo Schmid, Mauro Cappelletti, Diego Mazzonelli, Gianni Pellegrini e Giuseppe Wenter Marini, finalizzato alla redazione del manifesto Astrazione oggettiva si dimostra, in effetti, un passo importante proprio nella direzione della definizione programmatica di un campo d’indagine: la pittura come mezzo espressivo, come oggetto di rappresentazione e di sperimentazione […]. Nella percezione delle opere di Senesi entra in gioco una misteriosa alchimia che convive senza creare alcun contrasto con la più rigorosa prassi teorica e scientifica e con la conoscenza della storiografia artistica incentrata sulle teorie del colore.»

 

Luigi Senesi
(Pergine Valsugana, Trento, 1938 - Bologna, 1978)

Nato il 13 febbraio 1938, Luigi Senesi compie gli studi superiori presso l’Istituto d’Arte di Trento, per poi frequentare il Magistero dell’Istituto d’Arte di Firenze e diplomarsi nel 1958 in pittura murale e affresco. Tornato nella sua terra d’origine, porta avanti una ricerca artistica nel solco della pittura figurativa e insegna disegno nelle scuole medie.
Nell’aprile del 1962 tiene la sua prima mostra personale a Trento, presso il Palazzo delle Assicurazioni Generali, e l’anno seguente soggiorna in Svizzera e ha modo di esporre a Flawil. Emergono nella sua ricerca una peculiare attenzione alla tecnica e un uso del colore modulato sulla tela secondo accordi delicati e ben bilanciati.
Nel 1964 espone ad Arezzo e a Trento. Conosce Anna Conte, che sposerà nel 1968.
Nel proseguo del suo processo formativo, Senesi inizia gradatamente ad allontanarsi dalla rappresentazione oggettiva del dato reale: paesaggio e figura appaiono sempre più geometrizzati, costruiti a taches. Continua a dipingere a olio, acquerello e a tempera, introducendo in quest’ultima l’uso della trasparenza ottenuta con la sovrapposizione di carte sottili, attraverso la tecnica del collage.
Nel 1965 partecipa alla IX Quadriennale di Roma ed espone a Treviso con una personale. L’anno successivo, al Centro d’Arte Zero di Verona, espone il frutto della sua fervida sperimentazione sia tecnica che formale.
La sua personale alla Galleria Il Traghetto di Venezia viene presentata da Guido Perocco, che lo segnala anche sul Catalogo Bolaffi del 1968. Le tele esposte nel settembre 1968 alla Galleria Goethe di Bolzano si caratterizzano per i colori accesi. Stilisticamente si riconosce uno sguardo attento agli artisti del Bauhaus, a Depero e a Léger.
La vita delle città, la società dei consumi, il mondo della tecnologia entrano come temi nelle sue composizioni che presentano una selezione di oggetti tratti dalla quotidianità, rappresentati con distacco, talvolta ingranditi, come particolari. Nel 1969 inserisce nelle composizioni l’elemento simbolico del cilindro che successivamente si combinerà con altri motivi come la finestra.
Le sue ricerche artistiche si concentrano sullo studio degli elementi colore-luce-superficie-spazio. Partecipa a numerose collettive e nel corso dell’estate 1971 frequenta un corso di calcografia a Urbino tenuto dal maestro Renato Bruscaglia. Scopre nella tecnica incisoria dell’acquatinta uno strumento di rappresentazione congeniale alle sue ricerche.
Ha l’occasione di studiare dal vivo le opere di Van Gogh, di Malevič e di Mondrian nel corso della sua personale a Enschede, in Olanda.
A questo periodo appartiene la fase dei Plurisignificanti, opere che risentono della pittura di Léger e di Depero, esposte a Firenze, Trento, Seregno, Venezia. Dal 1972 la ricerca di Senesi si concentra sullo studio della luce, del colore e dello spazio e dei loro rapporti nella composizione: è la stagione delle Anonimie celesti e delle Gradualità segniche.
Le mostre si susseguono e si intensifica la sua ricerca sempre più focalizzata sul colore e le sue possibilità. Nel 1974 si dedica alle serie denominate Percorsi cromatici, Partizioni cromatiche e Intermedi cromatici, in ognuna delle quali il colore si rapporta non solo alle proprie leggi interne ma anche alla ripartizione geometrica degli spazi d’azione della pittura.
Pubblica nel 1975 il trattato scientifico Colore. Le relazioni del colore nelle dimensioni di uno spazio pittorico, studio che sta alla base delle Gradualità segniche.
Dal 1975 lavora alle Pulsazioni e alle Trasparenze oggettive-soggettive. Segue, tra il 1976 e il 1977, la serie dei Margini cromatici. La passione mai sopita per le tecniche grafiche si intensifica sfociando nella creazione delle matrici per l’opera Postcromatico (1976-1978).
Nel 1976 firma il manifesto Astrazione oggettiva con i pittori trentini Mauro Cappelletti, Diego Mazzonelli, Gianni Pellegrini, Aldo Schmid e Giuseppe Wenter Marini. Con il gruppo realizza una cartella contenente sei serigrafie, presentata nel gennaio 1977 presso la Biblioteca Comunale di Pergine Valsugana. Le mostre sia personali che collettive sono sempre più numerose nel contesto dell’astrattismo italiano.
Nel gennaio 1978 presenta Postcromatico allo Studio Ennesse di Milano e avvia l’opera grafica Circolarità rotatoria. Progressione in 36 tonalità cromatiche, corredata da scritti teorici sul tema del rapporto spazio-colore. L’opera completa esce postuma a cura della moglie.
Luigi Senesi muore il 15 aprile in un tragico incidente ferroviario sull’Appennino bolognese, lo stesso in cui perde la vita Aldo Schmid, casualmente e fatalmente sul medesimo treno.
Numerose sono le esposizioni a lui dedicate dopo la sua prematura scomparsa.