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Luciano Ventrone. “Kennst du das Land, wo die Citronen blühn?”, “Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?”
MAG Riva del Garda, Museo
Fino al 12 giugno 2022
da un'idea di Vittorio Sgarbi e Lorenzo Zichichi, a cura di Marco Di Capua
Inaugurazione: mercoledì 13 aprile, ore 17.00
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Luciano Ventrone, "Forme nella luce", 2012, olio su tecnica mista su tela di lino, cm 60 x 90

A un anno di distanza dalla sua scomparsa avvenuta il 13 aprile 2021, il MAG Museo Alto Garda ricorda Luciano Ventrone - l’artista romano divenuto famoso soprattutto per le sue iperrealistiche nature morte - grazie a un’attenta mostra monografica realizzata in collaborazione con Il Cigno GG Edizioni - Roma e la Fondazione Luciano Ventrone - Miranda Gibilisco.

Nel titolo della mostra, nata da un’idea di Vittorio Sgarbi e Lorenzo Zichichi e curata da Marco di Capua - “Luciano Ventrone. Kennst du das Land, wo die Citronen blühn?” “Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?" - il richiamo, nei versi della cosiddetta Canzone dell’Italia di Johann Wolfgang von Goethe, a uno dei soggetti maggiormente rappresentati e amati dal pittore e nel contempo così fortemente identificativo dei territori del Garda.

Oltre 30 opere sono esposte in quest’occasione a ridisegnare il percorso compiuto da Ventrone a partire dagli anni Sessanta, ancora studente alla Facoltà di Architettura che lascerà poi per dedicarsi interamente alla pittura, fino agli ultimi lavori.
Dagli esordi come pittore figurativo classico dunque, alle sperimentazioni geometriche, passando per l’informale e l’arte programmata, fino a quando Ventrone trova la sua cifra e matura la sua ricerca estetica anche grazie all’interessamento di Federico Zeri che lo induce ad affrontare il tema delle nature morte.

Da allora l’artista romano – il “Caravaggio del ventesimo secolo” secondo Zeri, “un metafisico costretto a misurarsi con la caducità della natura” per usare le parole dello stesso Ventrone – riuscì a stupire con il suo virtuosismo assolutamente straordinario  e con la perfezione anatomica dei suoi frutti e dei suoi fiori.
Una pittura fatta di luce immanente e di iperbole nella resa dei particolari che sfuggono all’occhio nudo - grazie anche alla mediazione della fotografia che Ventrone usava nel suo processo creativo - ad accentuarne la dimensione “ultra reale”, al punto da divenire rappresentazioni iperrealistiche ed illusionistiche non dei medesimi soggetti, ma di una neoplatonica forma-idea, portandoci costantemente a riflettere  sull’eterno dualismo tra realtà e apparenza, tra assenza e presenza e sul senso ultimo della creazione artistica.

“L’artista - suggerisce Sgarbi, presidente del MAG - sembra cercare un assoluto, una essenza, una entelechia che, nell’opera, cresce la realtà, non si limita a riprodurla. È di più. Ventrone è il pittore dell’iperbole".

L'appuntamento è quindi al Museo di Riva del Garda fino al 12 giugno 2022.
Ricordiamo che per accedere al Museo non è più necessario il possesso di green pass, né base, né rafforzato, ma è obbligatorio indossare la mascherina chirurgica per tutta la permanenza.

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