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Segantini e Arco
MAG Riva del Garda, Museo
Fino al 6 gennaio 2020
Le opere di Segantini "in trasferta" a Riva del Garda
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Giovanni Segantini, L'ora mesta, (1892), olio su tela, 45,5x83 cm, deposito collezione privata

In seguito alla chiusura temporanea della Galleria Civica G. Segantini di Arco per lavori di manutenzione straordinaria, il nucleo della collezione permanente segantiniana sarà esposto a partire dall'1 dicembre 2019 nella pinacoteca del MAG a Riva del Garda, al fine di dare continuità al prestigioso progetto Segantini e Arco e offrire la possibilità di vedere le opere anche nel periodo di chiusura della sede arcense del Museo Alto Garda.

Nelle sale della pinacoteca è presentata una selezione di opere di Giovanni Segantini provenienti dalle collezioni del MAG, del Mart, del Comune di Arco e da alcuni importanti depositi privati. Esse fanno parte del progetto Segantini e Arco, solitamente ospitato nella Galleria Civica G. Segantini, sede del MAG ad Arco, e frutto della virtuosa collaborazione avviata nel 2015 fra MAG e Mart, relativamente alle attività di studio e ricerca dedicate a Giovanni Segantini e il territorio trentino.

Chiusa fino alla primavera 2020 la Galleria Civica di Arco per alcuni lavori di adeguamento strutturale, un nucleo di opere è pertanto visibile al MAG di Riva del Garda: l'Autoritratto all'età di vent'anni, unica raffigurazione giovanile del pittore, è posto in dialogo con l’effigie celebrativa in gesso realizzata da Troubetzkoy nel 1896, mentre al grande dipinto del Campanaro fanno da contraltare alcune nature morte eseguite nei primi anni milanesi, prima che Segantini potesse accostarsi alla tecnica divisionista, ben presente invece nella tela L'ora mesta del 1892, dono di Segantini all'editore trentino Vittorio Zippel.
Questo piccolo capolavoro divisionista ha per protagonista un tema centrale nella produzione segantiniana, ovvero il sentimento della natura, che accomuna uomini e animali, e che è ben presente anche in altre opere esposte, dal piccolo Paesaggio brianteo (1884-1885), con il quale condivide atmosfere e sensibilità, a Testa di vacca (1892), con tutta probabilità uno studio dal vero per la mucca de L'ora mesta.