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TESTIMONIANZE FIGURATIVE DAL TERRITORIO TRA XIV E XIX SECOLO

 

Il percorso espositivo illustra secolo dopo secolo l’evolversi della cultura figurativa in area gardesana, documentandone la peculiarità, dovuta alle molteplici influenze derivanti dalla particolare collocazione geografica, quale terra di confine.

Nel 2017, la Pinacoteca del Museo di Riva del Garda è stata riallestita con il percorso-mostra La figurazione del paesaggio. Affnità di vedute in Pinacoteca

Assorti nel paesaggio, entrata, 2016

  Gli itinerari si svolgono dall’epoca gotica, testimoniata dai preziosi affreschi provenienti dal Municipio di Riva del Garda e dalla suggestiva edicola di Rigino di Enrico, all’età rinascimentale che vede il fiorire delle corti di Nicolò d’Arco ad Arco e di Bernardo Clesio nella Rocca di Riva, con la presenza del misterioso Monogrammista FV (notizie 1530 - 1532) e dello scultore Maffeo Olivieri (1484 - 1543), per giungere, attraverso le inquietudini della Controriforma, testimoniate dal grande dipinto di Elia Naurizio (1598 - 1657) raffigurante l’Allegoria della Chiesa Trionfante, all’epoca barocca che vede a Riva del Garda la presenza di uno dei maggiori esponenti della pittura seicentesca italiana, il lucchese Pietro Ricchi, impegnato nella decorazione del Santuario dell’Inviolata.
Pinacoteca Pietà e Monogrammista FV 1   Monogrammista FV
Del cosiddetto Monogrammista FV, dalle iniziali con cui firma le sue opere, si conoscono solo alcune opere firmate e datate, tutte riferibili al basso Trentino: l’Adorazione dei pastori (1530) e il Compianto sul Cristo morto (1531), provenienti dalla Chiesa della Disciplina di Riva del Garda, e la Madonna e Santi (1532), commissionata per l’altare maggiore della chiesa di Sant’Antonio Abate a Ville del Monte. Sicuramente attribuibile a lui è anche la pala della chiesa di san Rocco a Caneve, raffigurante San Vigilio in trono e i Santi Gerolamo e Antonio Abate.
Artista di forte personalità, rappresenta una delle presenze più significative della zona di Riva  nella prima metà del Cinquecento.

 

     
Pinacoteca Pietro Ricchi 2   Pietro Ricchi
Artista versatile e affascinante, alunno di Domenico Passignano e Guido Reni, Pietro Ricchi (1606 - 1675) viaggiò molto arricchendo di varie esperienze la sua formazione artistica e venendo a contatto con le più importanti correnti pittoriche dell’Italia settentrionale della prima metà del Seicento. Il primo soggiorno lombardo infatti lo avvicinò alla pittura dei vari Morazzone, Cerano, Procaccini, Crespi, mentre nel Veneto ebbe modo di conoscere Sebastiano Mazzoni e soprattutto la corrente dei “Tenebrosi” e le ricerche luministiche da essi condotte. Nel periodo giovanile visse brevemente in Francia il che spiegherebbe gli straordinari effetti coloristici, tipici della scuola d’oltralpe, presenti in molti suoi dipinti.
Lavorò molto anche in Trentino lasciando uno dei suoi capolavori nelle decorazione della Chiesa dell’Inviolata (1644), oltre ad una serie di importanti committenze tra cui la perduta pala per l’altare maggiore della Parrocchiale di Riva del Garda.
Attorno al 1645 anni si colloca l’Ultima Cena eseguita per il refettorio del Convento dell’Inviolata, splendido esempio di pittura “di lume”, dove l’ambientazione notturna è ravvivata da luci provenienti da fonti diverse che fanno risaltare gli audaci accostamenti cromatici delle vesti degli apostoli oltre a illuminare i volti in modo da far assumere a ciascuno un‘espressione diversa.
Il percorso della Pinacoteca viene impreziosito da altri capolavori del Ricchi come l’Angelo custode, collocabile alla metà del sesto decennio, e i quattro piccoli dipinti raffiguranti il martirio di Sant’Agnese, riferibili alla tarda attività del pittore.

 Il Neoclassicismo viene rappresentato in Pinacoteca dalle opere del maggiore esponente trentino, il rivano Giuseppe Craffonara (1790 - 1837), mentre l’epoca romantica vede fiorire il collezionismo del poeta Andrea Maffei (1798 - 1885), al quale appartennero importanti opere di Francesco Hayez, Vincenzo Vela, Giuseppe Canella, ora ammirabili in Pinacoteca.

Pinacoteca Craffonara
 
  Giuseppe Craffonara
E’ il più importante artista del neoclassicismo trentino. Dopo gli esordi veronesi, segnati da un‘intensa attività di studio ed esercizio sui grandi maestri, quali Raffaello e Paolo Veronese, a Roma frequentò i corsi presso l’Accademia di San Luca e la Scuola del Nudo, eseguendo copie prevalentemente per il pubblico dei viaggiatori stranieri, sempre più in difficoltà ad assicurarsi degli autentici capolavori dell’età classica.
Pur venendo a contatto con le avanguardie costituite dal movimento dei Nazareni, la sua attività si svolse sempre nell’ambito dell’accademismo classicista vicino alla pittura di Antonio Canova e Vincenzo Camuccini.
Agli anni romani risale anche la conoscenza col filosofo Antonio Rosmini col quale nacque una profonda amicizia.
Il riconoscimento di un ruolo ormai accreditato nel panorama artistico dell’Impero è testimoniato dalla proposta di assumere l’incarico di direttore dell’Accademia di Belle Arti di Praga che il pittore dovette rifiutare per motivi di salute.
     
Pinacoteca Hayez 4
 
  Il salotto letterario di Andrea Maffei
L’Ottocento a Riva del Garda è caratterizzato da un grande fermento culturale dovuto alla presenza del letterato trentino Andrea Maffei (1798 - 1885), le cui qualità di traduttore, critico e collezionista varcarono gli angusti confini provinciali per assumere un respiro di carattere europeo.
Egli fu coinvolto in quel decisivo clima di rottura degli schemi didattici della pittura storica e della scultura celebrativa che favorì la nascita dei capolavori della maturità artistica di Francesco Hayez e di Vincenzo Vela.Dopo aver dato vita ad un salotto letterario a Milano, frequentato dai maggiori artisti e uomini di cultura del tempo, nel 1851 prese in affitto un’abitazione a Riva del Garda entrando in stretti rapporti con la famiglia de Lutti alla quale donò la sua ricca collezione d’arte composta “di oltre 140 quadri ad olio, molti dei quali sono celebri per antichità e pel nome dell’autore, tutti poi di gran pregio…”. Ad essa appartengono le opere qui esposte, quali il Ritratto di Andrea Maffei di Michele Gordigiani (1830 - 1903), i due dipinti di Francesco Hayez (1791 - 1882) con l’Addolorata e il Ritratto di Clara Maffei, la Veduta di Riva del Garda di Ambrogio Fermini (1811 - 1883) e la scultura raffigurante l’Orante di Vincenzo Vela (1820 - 1891).
Andrea Maffei volle essere sepolto nella cappella privata della Villa de Lutti, delizioso esempio di architettura di epoca risorgimentale, costruita dall’arch. Antonio Negrin Caregaro (1821 - 1898) su commissione di Vincenzo de Lutti, padre della poetessa Francesca.
     
Pinacoteca paesaggio 3  

Il paesaggio
Uno spazio particolare viene riservato alla visione del paesaggio gardesano attraverso mappe topografiche, ma soprattutto attraverso disegni e dipinti di grande suggestione che documentano l’evolversi dell’immagine, dalla descrizione analitica settecentesca ad un’interpretazione ormai pienamente romantica del lago e dei suoi dintorni.