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Progetto: Der Blitz 2014
L'atlante
MAG Arco, Galleria Civica G. Segantini
18.05 - 25.10.2014
A cura di Denis Isaia, Federico Mazzonelli
Silvia Giambrone, 8 novembre 2011, 2011, particolare allestimento

In collaborazione con Mart Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.

Fra maggio e settembre, nello spazio principale di Der Blitz, la Galleria Civica G. Segantini di Arco, sarà presentato L'atlante.
L'invito, rivolto a dodici giovani professionisti dell'arte, si contestualizza in una serie di esposizioni e comprende l'incoraggiamento affinché le proposte siano in grado di dare risalto al nucleo di ricerca su cui poggiano.
L'atlante prova a mettersi in asse con alcune fra le ricerche artistiche più interessanti del panorama italiano, tenta di reggerne le costellazioni e le propone al pubblico.
Le dodici realtà emergenti della scena contemporanea italiana presenteranno, attraverso mostre personali e collettive, una serie di progetti in grado di attrarre i nuclei più rilevanti della loro ricerca.
Con L'altante, Der Blitz si pone nei confronti delle ricerche invitate come un catalizzatore: più che favorire la sperimentazione, ne accelera i processi fondanti cercando di portare in evidenza il valore generativo che contengono.

In occasione delle sei inaugurazioni che si terranno presso la Galleria Civica G. Segantini di Arco, per avvicinare il pubblico ai lavori e trovare nuove chiavi di lettura, saranno organizzate visite guidate per adulti e attività per i bambini: 17.05 ore 18.00; 07.06 ore 18.00; 27.06 ore 18.00; 18.07 ore 21.00; 08.08 ore 21.00; 13.09 ore 18.00.



Silvia Giambrone
18.05 – 01.06 2014
Ciò che non siamo, ciò che non vogliamo
La mostra ospita cinque opere che nascono dalla volontà di esplorare il rapporto tra bellezza e violenza, grazia e crudeltà. Il corpus delle opere in mostra è quasi interamente costituito dalle opere concepite per la mostra L'impero libero degli schiavi che indagava il ricamo come una pratica ambigua di creazione di bellezza e al contempo di assoggettamento politico. Attraverso opere apparentemente molto delicate, si disvelano ambiguità dal forte carattere politico.

Jacopo Mazzonelli
18.05 – 22.06 2014
Futures
L’installazione di Jacopo Mazzonelli riflette sul senso delle nostre scelte, sulle opportunità visibili (e invisibili) che ci si presentano nel corso del tempo. Il titolo, Futures, allude ai contratti negoziabili che si stipulano in Borsa e che hanno una scadenza prefissata. L’opera, che occupa interamente le pareti della stanza, si presenta come una linea ascendente composta da centinaia di chiavi vergini - ossia in attesa di essere duplicate - di diverse epoche e dimensioni. La disposizione rimanda immediatamente sia a un ipotetico grafico lineare di grandi dimensioni che a un’immaginaria linea del tempo, spezzata a un tratto da un’interruzione - una mancanza nella geometria perfetta del disegno, riferimento spaziale alla presenza umana che attraversa, che sospende per un momento il suo corso.

Alessandra Prandin con Melik Ohanian, Alberto Scodro e Cristian Chironi
18.05 – 22.06 2014
Real Track (i luoghi che mi piacciono di più, sono quelli che portano altrove)
In gergo alpinistico, “aprire una via” significa tracciare un nuovo percorso di salita di una parete rocciosa. Appropriandoci del significato simbolico e letterale dell’azione, ecco quello che abbiamo voluto fare in questo progetto di mostra. Real Track è una nuova via di ascesa di un pendio, come nel lavoro di Melik Ohanian, ma è anche un’esperienza, un tracciato che porta a un luogo e a un tempo “altro”, un fuori-luogo. Ѐ anche una e molteplici linee di pensiero che mettono alla prova la nostra lettura della realtà. Track è un sentiero, un’impronta, un brano musicale, un ragionamento, un conduttore di energia, uno spostamento, il seguire qualcosa. Alberto Scodro materializza la sua azione in un segno che taglia lo spazio fisico e simbolico della stanza; una maniera di spostare l’oggetto in un limbo, uno slittamento in uno spazio e tempo alterato, lo stesso che si sperimenta negli stati di dormiveglia. Chironi ci fa entrare nell’oggetto-libro, intervenendo sul flusso narrativo e informativo dell’immagine per condurre la nostra attenzione verso nuove specie ed ecosistemi visivi.

Giuseppe Gonella
08.06 – 22.06 2014 (opening 07.06 h 18)
Mente Locale
Il progetto espositivo Mente Locale presenta un corpus di lavori inediti appositamente concepiti per Der Blitz e che costituiscono parte della produzione realizzata dall’artista nel corso dell’ultimo anno di attività durante la sua residenza a Berlino. La pittura di Gonella si attua  come una sorta di work-in-progress, rispetto al quale lo spazio del quadro diviene un luogo attraversato da una doppia tensione, un dinamismo insieme di espansione e di concentrazione degli elementi che lo definiscono. Se da un punto di vista compositivo le sue opere sono infatti caratterizzate da una gamma cromatica estremamente varia, da timbri accesi e luminosi, da una stratificazione di elementi astratti e figurativi che innescano nel dipinto un forte senso di accelerazione prospettica e spaziale, le sue immagini finiscono tuttavia col restituirci anche il senso di una forte ambiguità temporale, quasi fossero frammenti visivi sottratti al flusso della memoria, come sospesi in una dimensione di costante e sottilmente ansiogena attesa. Dalle sue superfici emergono forme e figure, margini, soglie, segni, frammenti di colore nei quali lo spazio e tutto ciò che lo abita quasi implodono su sé stessi, come se la pittura avesse cancellato la forza gravitazionale e avesse rarefatto, insieme alle leggi di verosimiglianza e di realtà alle quali risponde l’immagine, gli stessi processi cognitivi che solitamente mettiamo in atto per attuarne un riconoscimento ed una lettura. Attraverso una pratica di spaesamento, un utilizzo del segno, del colore e degli elementi figurativi  che rimandano ad una matrice  neo-espressionista, alla quale non sono   estranei riferimenti alla pittura della cosiddetta scuola di Lipsia (da Neo Rauch a Matthias Weischer), Gonella sembra cercare uno spazio pittorico quasi multidimensionale, capace di attraversare la realtà al fine di recuperarne nuove possibilità di narrazione. Procedendo per frammenti, per scarti, tentando di ricondurre a traccia visiva anche ciò che percepiamo come estemporaneo, marginale, transitorio, il senso del suo lavoro sembra risiedere proprio nel tentativo, per quanto parziale e soggettivo possa essere, di restituire allo spettatore un affresco del mondo contemporaneo attuato in tempo reale. Una visione dunque che si realizza come una sorta di orizzonte continuo, il cui equilibrio risulta paradossalmente stabile nella sua precarietà e del quale solo l’esperienza diviene il vero centro gravitazionale, l’unità di misura alla quale affidarne, in ultima istanza, anche una possibile pretesa di verità.

Francesco Fonassi
28.06 – 13.07  2014 (opening 27.06 h 18)
Performance: 06.07 2014 h 21, Eremo di San Paolo, Arco
Canto Minore (Minor Strain)

Per Der Blitz Francesco Fonassi (Brescia, 1986), in collaborazione con Michele Ducceschi, presenta Canto minore (Minor Strain), fenomeno acustico generato attraverso un codice che applica modelli fisici non-lineari alla sintesi sonora digitale. Attraverso la simulazione di un piatto metallico - che in questa prima fase si estende per un’area di 10000mq e dialoga con un secondo piatto in scala 100:1 – vengono generati una serie di prototipi in cui il piatto viene percosso e messo in vibrazione applicando e modificando le condizioni fisiche in cui virtualmente suona, secondo criteri compositivi atti a misurarne e controllarne i modi. Una programmazione di ascolti viene presentato all’interno di Galleria Civica G. Segantini insieme ad un paper omonimo, curato da Fonassi in collaborazione con Valerio Mannucci, dove una serie di contributi visivi e testuali tracciano il perimetro di un territorio a venire. Nello spazio adiacente Simone W., video silenzioso costituito da una serie di sequenze video che sorvolano - secondo tratte geometriche pilotate a vista e voli liberi - superfici prive di riferimenti.
Con Canto minore (Minor Strain) Fonassi prova a rintracciare altrove, geograficamente, un’antropologia della violenza acustica, dell’imparare il pericolo a memoria e di sonorità che – subendo e stratificandosi su dati reali e forme ideali – ritornano sacre per necessità. Un’idea di fisica come luogo delle soluzioni immaginarie, che accordi simbolicamente alle forme le proprietà degli oggetti descritti per la loro virtualità.
Con la collaborazione di Michele Ducceschi (laureato in Fisica, con un PhD in Ingegneria Meccanica presso l'Ecole Polytechnique di Parigi, si occupa di modelli numerici nel campo della sintesi sonora) e contributi di Valerio Mannucci (critico e editor di NERO), Daniela Zangrando (scrittrice e curatrice indipendente), Alberto Tadiello (artista), Francesco De Michelis (fotografo) e Alessandra Messali (artista).
Il lavoro di Francesco Fonassi è stato recentemente presentato presso il Palais de Tokyo, Parigi (F); MACRO, Roma; CoCA, Torun (PL); viafarini DOCVA, Milano; BB15, Linz (A); Emily Harvey Foundation, NYC; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino.

Un ascolto esterno, in 5 canali, avverrà il 6 luglio 2014 alle 21 presso l’Eremo S.Paolo, ad Arco.

Roberta Pagani
28.06 – 03.08 2014 (opening 27.06 h 18)
Lo studiolo
Roberta Pagani sceglie di inserirsi all'interno del contesto del progetto Der Blitz trasferendosi, per un mese, nello spazio a lei dedicato, all’interno della Galleria Civica G. Segantini. Qui stabilirà il suo “studiolo” e svolgerà la richiesta di curatela rivoltale nella formula di una residenza. Lo spazio messo a disposizione diventa l’ufficio entro cui la curatrice sceglie di stabilirsi e ricreare la dimensione di ricerca che anticipa un progetto di mostra. L’invito a Der Blitz si trasforma in una residenza durante la quale indagare criticamente (attraverso ricerche, approfondimenti, testi, interviste e dialoghi web con artisti e professionisti) il senso stesso del risiedere. Facendo riferimento a una prassi in uso tra gli artisti dell’ultima generazione, sarà analizzato il ruolo e il significato delle residenze per artisti oggi: quanto la location (il contesto) è portatrice di senso nel lavoro dell’artista (e non viceversa), il valore dell’abitare uno spazio fisico e sociale (e quindi di turismo contingente), il peso della “committenza” e il principio dell’autorialità (dove comincia l’uno e finisce l’altro).
Nella sala del Museo, durante gli orari di visita*, la curatrice sarà presente con il suo tavolo di lavoro privato (ovvero il desktop del PC), proiettando a parete le azioni di ricerca e studio. L’atto di risiedere diventa il pretesto e l’oggetto di un approfondimento che si svolgerà nelle settimane dedicate: si tratta di un work in progress volto a esprimere l’urgenza critica, di studio e di approfondimento con cui la dimensione curatoriale  è chiamata abitualmente a confrontarsi e, allo stesso tempo, si pone l'obiettivo di teorizzare un assunto da sviluppare in un successivo progetto formale di mostra.

Fabrizio Perghem
28.06 – 13.07 2014 (opening 27.06 h 18)
Errare humanum est
Il progetto di Fabrizio Perghem ripercorre attraverso un circuito di installazioni il rapporto fra l’ambiente e l’uomo. La modernità ha tracciato un quadro fortemente negativo dell’esperienza umana nel mondo, in cui l’agire dell’uomo stesso è fondamentalmente distruttivo. A partire da questa visione si è determinato il binomio natura/cultura ambiente/uomo che distilla in un secco dualismo l’umanità contemporanea. A partire da questi presupposti Errare humanum est definisce il paesaggio come l’espressione dell’appropriazione geometrica e architettonica del territorio. Il progetto si articola in tre momenti:  l’installazione nello spazio museale, la scultura collocata nella cisterna del Castello di Arco e il lavoro installato nel cortile. Per realizzare il progetto l'artista ha scelto con attenzione i materiali, che racchiudono di per sé questa dicotomia ambiente/uomo. Ad esempio, per la scultura collocata nella cisterna, sceglie di utilizzare il calcare oolitico di San Vigilio, una pietra originaria della zona di Arco, che per le sue caratteristiche è stata utilizzata, soprattutto nel Settecento, per la realizzazione di sculture, decorazioni e per la costruzione delle tubature degli acquedotti. Un elemento naturale che entra a far parte della storia e si integra con l'elemento culturale ed artistico. Mentre per l'altro lavoro colloca la scultura stessa su un basamento di ghiaccio che sciogliendosi la fa cadere a terra. Le tre installazioni diventano quindi tre momenti accomunati da un equilibrio precario di elementi che sembrano fondersi e respingersi nel medesimo momento: la pietra e il metallo, il naturale e l'artificiale, il ghiaccio e il calore.

CHAN con Serena Porrati
19.07 – 07.09 2014 (opening 18.07 h 21)
Collasso
In nature everything strives continuously forward (...)
an invisible power draw all the world phenomena into an endless circuit
F.W.J. Schelling, On the World-Soul
Il 18 marzo 2014 è stato pubblicato HANDY, uno studio compilato da diversi scienziati e finanziato dalla NASA che prospetta lo scenario di un collasso globale, dovuto a un insostenibile sfruttamento delle risorse e a una sempre crescente diseguaglianza nella distribuzione della ricchezza.
La differenza rispetto alle precedenti visioni catastrofistiche è la ricerca di un modello matematico che “esplori le dinamiche essenziali di interazione tra popolazione e risorse naturali”. La ciclicità e ineluttabilità di questo processo non a caso rimanda alla ciclicità (decadimento e rigenerazione) dei ritmi naturali.
Se si osserva però il decadimento come un "processo di costruzione" che "compone nuovi stati di estensione, grandezza, importanza e integrità a partire da un sistema e fuori da esso senza riformarlo o annullarlo (...) un processo di costruzione che è sottrattivo, nel senso che è intensamente sottrattivo ed estesamente positivo" (Reza Negrestani, Undercover Softness: An Introduction to the Architecture and Politics of Decay, 2010), lo si può considerare il motore di un continuo cambiamento.
I lavori in mostra affrontano da diverse angolazioni l'idea di materia e delle sue potenzialità rigenerative. Si confrontano con i cicli della natura e i processi che stanno all'origine della vita, procedendo per sottrazione e rimescolamento. In un percorso continuo di rinnovamento e ricrescita, la materia si riproduce dalle sue stesse spoglie rinnovandosi ad ogni passaggio.
Il territorio di Arco e dell'Alto Garda è ai piedi delle Dolomiti, formatesi circa 250 milioni di anni fa (nel Triassico questa zona era un mare e poteva somigliare ad un atollo tropicale): il loro nome viene dallo scopritore del minerale - costituito prevalentemente da carbonato di calcio e magnesio - che compone queste montagne, continuamente modellate dalle acque, dalle frane e dal vento.
La materia che ci circonda collassa verso uno stato di equilibrio, verso una nuova entropia.
Serena Porrati nei lavori presentati per Der Blitz applica un procedimento quasi geologico, legato alla creazione di un nuovo tipo di fossile/manufatto culturale. La mineralizzazione (la principale reazione che porta alla fossilizzazione, l'introduzione di metallo all'interno della roccia) secondo Manuel de Landa (Manuel de Landa, A Thousand Years of Nonlinear History, 2000) è alla base della configurazione del mondo così come lo percepiamo oggi: per il filosofo la continuità di organico e inorganico dovrebbe infatti dimostrare che siamo parte di quegli stessi processi cognitivi che formano il nostro pensiero. Robert Smithson, particolarmente interessato alla geologia sia da un punto di vista pratico che cognitivo, sostiene che i prodotti tecnologici piuttosto che come estensioni umane vanno considerati come semplici aggregati di elementi: in fondo “anche le macchine e gli attrezzi più sofisticati sono composti dai materiali della terra" (Robert Smithson, The collected writings, 1996).

Gasconade con Alessandro Carano, Giangiacomo Rossetti e Davide Stucchi
19.07 – 07.09 2014 (opening 18.07 h 21)
La pace tra gli animali
La pace tra gli animali nasce dalla collaborazione tra Alessandro Carano, Michele D'Aurizio, Giangiacomo Rossetti e Davide Stucchi.
La mostra presenta una serie di poster sui quali risaltano delle grafiche per sigilli. Ogni grafica è stata disegnata da Carano, D'Aurizio, Rossetti, o Stucchi in coppia con un altro membro della scena artistica milanese – e in particolare della comunità che orbita intorno allo spazio progetto Gasconade – con l'intenzione di ideare un segno che legittimasse un rapporto professionale e/o di amicizia.
Al visitatore così non si chiede di 'decifrare' il segno, quanto piuttosto di riconoscere l'esclusività della singola relazione che la grafica simboleggia, e di confidare nel valore e nella genuinità di quella relazione – così come un sigillo è un marchio che testimonia l'autenticità di un documento.
La comunità di Gasconade, che necessariamente potrà fruire la presentazione solamente tramite la sua documentazione fotografica, si sentirà comunque coinvolta nella sua ideazione e, riconoscendo i sigilli e i significati dietro di essi, percepirà le vedute della mostra come altrettante 'missive' direttamente indirizzatele.
Come Felix Gonzalez Torres avrebbe creato ogni opera per il suo compagno Ross, anche questa mostra, presentata in un luogo 'lontano' dallo spazio milanese, è creata da Gasconade per la sua comunità. 

Gabriele Sassone con Angelo Sarleti
09.08 – 05.10 2014 (opening 08.08 h 21)
Specific
Specific, il progetto di Angelo Sarleti proposto per Der Blitz 2014, si sviluppa incrociando i dati ISTAT del Comune di Arco con i dati tecnici dell’opera di Giovanni Segantini (Arco, 1858 – Monte Schafberg, 1899), come le dimensioni della tela e la qualità dei pigmenti, la varietà della tavolozza e i diversi passaggi pittorici, dalle pennellate larghe dell’abbozzo alle pennellate filamentose finali. Il risultato di questo algoritmo terrà conto del contesto economico attuale, riadattando la realizzazione utopica di Specific sulla base del budget messo a disposizione dall’istituzione. L’intervento di Sarleti tradurrà i dati in forme astratte, la cui matericità pittorica aggiunge senso e ne condiziona la percezione. Attraverso un nuovo codice visivo, l’informazione diventerà uno strumento di restituzione estetica in grado di decifrare l’età contemporanea e rendere possibile la collisione di mondi lontani.

Cripta 747
14.09 – 05.10 2014 (opening 13.09 h 18)
CONTROMICHAEL
Una mostra che nel titolo porta in se tutto il magnifico di quello che dobbiamo affrontare, andando contro, e incontro. In uno stato di natura l'uomo si troverebbe contro ogni uomo - homo homini lupus - l'istinto contro la ragione, il genio creativo dell'improvvisazione accostato al nodo della costruzione e dell'ingegno. Michael è stato avvelenato ma ha vinto lo stesso la partita, dicono che sia vivo e sorseggi il suo Gatorade all'arancia.

Valentina Miorandi
14.09 – 05.10 2014 (opening 13.09 h 18)
Momenti di Piacere
“Nell'uomo il meccanismo del piacere è strettamente connesso al meccanismo della riproduzione, nella donna meccanismo del piacere e meccanismo della riproduzione sono comunicanti, ma non coincidono". Bocche di donne e uomini si alternano leggendo parti del libro di Carla Lonzi dal titolo Sputiamo su Hegel: la donna clitoridea e la donna vaginale.


Silvia Giambrone (Agrigento, 1981) Vive e lavora a Roma. Dal 2007 lavora con video, installazione, scultura, suono, concentrandosi prevalentemente sulla soggettività e sulla relazione tra corpo, linguaggio e potere. Laureata presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, è tra i fondatori di 26cc artist space di Roma. Nel 2008 viene invitata ad Eurasia. Dissolvenze geografiche dell’arte al Mart di Rovereto, dove realizza un’opera site specific. Nel 2009 con il video Eredità viene selezionata da diversi festival europei di video arte tra cui il Festival Miden di Kalamata e il Cross Talk Video Art Festival di Budapest. Nello stesso anno è tra i partecipanti al Corso Superiore di arti visive della Fondazione Ratti, tenuto dal visiting professor Walid Raad. Vince il Premio Epson nel 2009 con il video Translation. Ancora nel 2009 partecipa al progetto Pandora’s Boxes al Museo Centro de Cultura Contemporanea de Barcelona. Nel 2010 viene selezionata dalla Biennale dei giovani artisti di Mosca, mentre nel 2011 ottiene una residenza alla Fondazione Spazio13 di Varsavia e realizza una doppia personale con Liliana Moro alla Galleria Paolo Maria Deanesi di Rovereto. Nello stesso anno è invitata dall’NCCA di Mosca al V International art Symposym “Alanica2011” di Vladikavkaz, mentre nel 2012 partecipa alla mostra Flyers, Oncena Bienal de la Habana.  

Jacopo Mazzonelli (Trento, 1983) Si diploma in pianoforte e in musica contemporanea presso l’Accademia Internazionale TEMA di Milano. Parallelamente agli studi musicali comincia a realizzare sculture e installazioni attraverso cui indaga spesso l’elemento sonoro (musica e rumore, ritmo e silenzio), pur non includendolo necessariamente come evento uditivo nell’opera. Ha tenuto mostre personali in Italia e all’estero (Federico Bianchi Contemporary Art, Milano - Paolo Maria Deanesi Gallery, Rovereto - Fondazione Galleria Civica di Trento - Palazzo Incontri, Roma - CIAC / Centro Internazionale per l'Arte Contemporanea Castello Colonna di Genazzano - Festival TINA B., Praga - DOCVA, Milano – Mart Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto - L‘Ozio, Amsterdam - Galleria Studio 44, Genova - Teatro dal Verme, Milano - Neon>Campobase, Bologna). Le sue opere sono già incluse in importanti collezioni, tra cui AGI Collection - Verona, Caldic Collection - Rotterdam, Unicredit Art Collection - Mart, VAF - Stiftung Collection – Mart, Rovereto, Collezione Fondazione Francesco Fabbri, Treviso.

Alessandra Prandin Vive e lavora a Parigi. Dopo gli studi all’Università di Bologna e Paris-Sorbonne, si specializza in storia della fotografia contemporanea presso UCLA, University of California (Los Angeles). Ha partecipato come guest curator a Brighton Photo Fringe e ha lavorato al Dipartimento di Arti Grafiche del Musée du Louvre. Dal 2012 è assistente all’insegnamento per l’arte contemporanea presso l’Università della Svizzera Italiana (USI). Nel 2012/13 lavora come assistente curatrice per la mostra America Latina alla Fondazione Cartier per l’arte contemporanea (Parigi). Fa parte del collettivo di curatori about:blank con cui ha curato la mostra Attraversamento (Accademia di Belle Arti di Parigi – ENSBA) e Sans Matières Ajoutées allo CNEAI (Chatou). Nel 2013 è stata direttrice della programmazione artistica per Iris Foundation e il festival sull’isola di New Holland (San Pietroburgo) per il quale ha curato numerose mostre ed eventi. Collabora su diversi progetti con la curatrice canadese Chantal Pontbriand, con la quale ha organizzato il programma di conferenze per Paris Photo 2013.
Melik Ohanian, (Francia, 1969) Vive e lavora tra Parigi e New York. Il suo lavoro è stato esposto in numerose mostre personali tra cui Galerie Chantal Crousel e Palais de Tokyo, Parigi, South London Gallery, Londra, De Appel, Amsterdam, IAC, Villeurbanne, Galleria Yvon Lambert, New York, Museum in Progress, Vienna, and Matucana 100, Santiago de Chile. Ha esposto in numerose mostre collettive nel mondo, in particolare: Biennale di San Paolo (rappresentate della Francia), Biennale di Sidney e Biennale di Berlino (2004), Biennale di Mosca e Biennale di Lione (2005), Biennale di Gwangju e Biennale di Siviglia (2006). Il suo lavoro è stato esposto alla 52° edizione della Biennale di Venezia (2007) e recentemente alla Biennale di Sharjah (2011). Sta preparando una mostra personale prevista al CRAC di Sète e un lavoro per la Biennale di Montréal in autunno. Il suo lavoro può essere definito in termini di territori concettuali che si focalizzano sul concetto di tempo. Partendo dalla ricerca e da un metodologia scientifica e filosofica, ha sviluppato un corpo di lavoro che si serve di un ampio spettro di media. Le sue installazioni esaminano le modalità operative dell’esposizione e si estendono al di là dei confini normali delle immagini, nella loro dimensione spaziale e temporale. Investendo lo spettatore di un ruolo di esplorazione, l’artista mette in rilievo la complessità degli intervalli di tempo, che, in maniera più o meno ovvia, governa la nostra relazione con il mondo e con gli altri.
Alberto Scodro (1984, Marostica). Vive e lavora tra l’Italia e Bruxelles. La sua ricerca si concentra intorno alle connessioni che crea tra diversi elementi, naturali e artificiali, assemblati in costruzioni site-specific uniche. Nel suo lavoro, lo spazio, le sue relazioni culturali e le sue iterazioni fisiche, sono al centro delle sue installazioni che mettono in gioco più spazi allo stesso tempo, o l’interno e l’esterno, il vicino e il lontano acquisiscono un nuovo significato. Dal 2009 al 2010 è stato artista in residenza presso la Fondazione Bevilacqua la Masa di Venezia. Tra le mostre personali si ricordano: Viafarini, Milan (2013); Werkbank, Lana, Bolzano (2013); Villa Dalegno, Villa Dalegno, Brescia (2012); Lete, Spazio privato, Padova (2011); Verso, Monastero Bormida (2011); Fune, Spazio Monotono, Vicenza (2010); Alberto Scodro, Agricultural Centre, Beijing (2010) ; Cardine, Teatro Instabile, Napoli (2008). Ha partecipato a numerose mostre collettive: Fondazione Bevilacqua la Masa (Venezia), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino), S.A.L.E Docks (Venezia), A + A Centro Espositivo Sloveno (Venezia), Forte Marghera (Venezia), Galleria Zak (Siena), MLAC (Roma), Viafarini (Milano), Cuulturecentruum (Bruxelles).
Cristian Chironi (Nuoro, 1974) Artista visivo e performer. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Si interessa a diversi linguaggi tra cui performance, fotografia, video, disegno e operazioni pubbliche in contesti site- specific. La sua ricerca mira a mettere in relazione una pluralità di livelli: realtà e finzione, memoria e contemporaneità, figura e immagine, conflitto e integrazione, materiale e immateriale. Ha esposto in diversi spazi pubblici e privati sia in Italia che all’estero. Tra le mostre personali: OPEN #1 Broken English, MAN-Art Museum, Nuoro, Cutter Musée historique et des porcelaines di Nyon, Hypnerotomachia Galleria Biagiotti Firenze DK, Art Fall 09 PAC Ferrara. Tra le collettive: Untitled (As of Yet) Flux Factory New York; Chinese Whispers Cura.Basement, Roma; Far From Where Macro Pelanda, Rome; A History Out of Context The Promenade Gallery Vlorë; Volume Collection Museum of Modern and Contemporary Art Rijeka; Community - The collective rituals before and after the Web Marca - Museum of Arts of Catanzaro; Spectator is a worker Tina-B Contemporary Art Prague, City Limits - Close your eyes and dream, Tongji University Shanghai; International Festival for Arts and Media Yokohama 2009/CREAM Competition Tokyo University of the Arts Yokohama, Serrone - Biennial Young 09 Royal Villa of Monza; To Bring International Videos To Istanbul Akbank Sanat and Istanbul Bilgi University Istanbul; New Italian Epic Brown Project Space Milan, Soft Cell: dinamiche nello spazio in Italia, GC.AC. Monfalcone, Rereading the Image - Photography as storage of meaning (Italy 1970-2009) Prague Biennal Art 4, Casa dolce casa MAN Nuoro. Ha partecipato a festival e rassegne dedicate alla performance tra cui: Performance Voyage 4 MUU Gallery Helsinki; LE FAR° Festival des arts vivants Nyon; Burning Ice Kaai Theater/studio’s Brussel; CORPUS.Arte in azione Museo Madre Napoli; Le soirées nomades de la Fondation Cartier Paris; F.I.S.Co.10 International Festival on Contemporary Show Bologna, Contemporanea 2010 Prato, PerformancesArles, Les urbaines - Festival des creationsémergentes Lausanne,Trama Fundacao Serralves Porto, Carta Bianca Espace Malraux Chambéry de la Savoie, International prize for performance Trento, Mirfestival Atene, transACTION Muenchen, Uovo performing arts festival Milano, Plateaux Festival Frankfurt, Living RoomRaum/Xing Bologna. Tra le residenze si ricordano; Director's Guest at Civitella Ranieri Foundation, Umbertide / New York e il premio per Artisti visivi, Fondation Le Corbusier, Paris.

Giuseppe Gonella (Motta di Livenza, 1984) vive a lavora a Berlino. È stato titolare dell’atelier della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, dove ha esposto in diverse collettive tra cui 89ma collettiva giovani, 2005; Atelier 8 x 12, SS.Cosma e Damiano; I borsisti della 89ma, 2006, Spritz Time, 2007 e Suspense, 2010. È stato finalista e ha ricevuto diversi premi nazionali e internazionali tra cui: Premio Terna per l’Arte Contemporanea, Premio Celeste e Premio Francesco Fabbri per le arti contemporanee.

Francesco Fonassi (Brescia, 1986) Vive e lavora a Brescia. Dopo la formazione presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia, è stato artista residente presso il Palais de Tokyo di Parigi (2012-13), Fondazione Pastificio Cerere di Roma (2011-12) e Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia (2010). Tra le recenti mostre personali Kollaps, Aufstieg. (MACRO, Roma, 2012) e Crocedomini (Monotono Contemporary Art, Vicenza, 2011). Tra le mostre collettive: La mé- thode Jacobson (Palais de Tokyo, Parigi, 2013); The 338 Hours Cineclub (Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, 2013); Theatre of Life (CoCA, Torun, PL, 2012); Premio LUM per l'arte contemporanea (Teatro Margherita, Bari, 2012).

Roberta Pagani (Milano, 1983) si trasferisce a Torino nel 2009, dove vive e lavora. Consegue il diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano) e termina gli studi all’ENSBA (Parigi) specializzandosi in fotografia, installazione multimediale e video art. Dal 2011 promuove progetti curatoriali indipendenti con un’attitudine critica verso le forme di comunicazione e le dinamiche di fruizione da parte del pubblico, con particolare attenzione alla scena delle arti visive dell’ultima generazione. Con il progetto info-numeri inaugura a Torino una serie di appuntamenti, con cadenza mensile, che coinvolgono artisti del territorio e internazionali in location dissimili e allestimenti site specific. Nel 2012 è invitata a ideare e curare il progetto di residenza Be Clear!, in occasione del Festival dell’Economia, ospitata nel polo culturale e industriale Opificio delle Idee di Rovereto e, lo stesso anno, progetta e cura la mostra site specific On Air_Radio Raee all’interno del polo smistamento rifiuti di Asti. Nel 2013 idea la residenza HOTEL (per artisti e pubblico), un intervento situazionista e interpretativo del sistema dell’arte (Castello di Rivara, centro internazionale per l’arte contemporanea); con la collettiva Public Arena (Associazione Barriera, Torino) indaga il fenomeno europeo dell’urban intervention e l’azionismo della public&street art. Dal 2013 è parte del comitato scientifico e della direzione artistica del progetto The Others Fair, fiera off alle ex carceri Le Nuove a Torino. Ha curato mostre personali e collettive e la direzione artistica dell’allestimento di progetti espositivi in Italia e all’estero, tra cui: Plastitype, Van Der (To); Still, Galleria In Arco (To); Nuoto da camera e altre discipline olimpiche, Venus Gallery; N°3, GlogauAIR (Berlino); XI/XII/XII/XIV° Premio Cairo, Palazzo della Permanente (Mi); World!, Galleria Ermanno Tedeschi (Tel Aviv); MTV/Brand New Art, MAMBo (Bo), Lanificio Factory (RO), Centro Pecci (Prato), Fondazione Puglisi Cosentino (Ct), Palazzo della Permanente (Mi); Graphic Journalism, MIUMUR (Tolentino); L’arte del sogno, Galleria Nazionale dell’Umbria (Pg).

Fabrizio Perghem (Rovereto,1981) Si diploma in Arte Grafica Pubblicitaria, Cinetica e Fotografica  a Rovereto, in seguito si laurea con una tesi in antropologia culturale presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna. Partecipa a diverse mostre in Italia e all'estero in città quali Venezia, Lugano, Bari, San Paolo; realizza diverse installazioni site-specific in spazi antropizzati, come in cave dismesse o su frangiflutti posti in mezzo al mare. Negli ultimi anni la sua ricerca si è concentrata sulla relazione tra il paesaggio e l'uomo, e sulle pratiche di intervento di quest'ultimo sulla natura. Nella concezione dell'artista, le azioni intraprese e il nuovo materiale visivo prodotto devono mirare non a creare un ulteriore luogo, ma a produrre delle interferenze che consentano di captare forze non immediatamente visibili in un ambiente.

CHAN nasce nel 2009 a Genova come associazione no-profit per promuovere l'arte contemporanea e il lavoro di artisti, critici, curatori  emergenti. CHAN  è  un  gruppo  di  lavoro  versatile  che  oltre  a  gestire  un  proprio  spazio,  organizza  e  segue  la realizzazione di progetti più ampi; attiva costantemente collaborazioni per confrontarsi e sperimentare. CHAN è aperto a molteplici linguaggi; ad oggi si è interessato soprattutto a percorsi che coinvolgono temi sociali, politici e ricerche legate allo spazio. CHAN vuole avvicinare l'arte contemporanea a pubblici diversi e utilizzare  una comunicazione semplice. CHAN diffonde la ricerca artistica anche attraverso la sua attività editoriale. Nei cinque anni di attività CHAN ha collaborato con curatori, artisti, spazi indipendenti, istituzioni. Tra questi Motel b (Brescia), Sottobosco (Venezia), DisorderDrama (Genova), Nopsswrd (Genova), Care/of (Milano).
Serena Porrati (Milano, 1981) Nei suoi lavori ci parla del mondo naturale, vissuto, isolato, manipolato e tradito dall’uomo. La ricerca, come lei stessa ha sottolineato, è piuttosto una indagine su come i sogni dell’uomo possano fisicamente realizzarsi e modificare l’ambiente circostante anche solo disseminando lo spazio naturale di segni. Serena Porrati, utilizzando mezzi espressivi differenti (fotografia, video e scultura) interpreta e analizza, con l’interesse dei primi naturalisti, luoghi e forme dell’eterno conflitto tra natura e cultura.

Gasconade è uno spazio no profit fondato nel 2011 a Milano. La programmazione proposta è focalizzata sulla presentazione del lavoro dei più giovani artisti che lavorano a Milano e dei loro colleghi stranieri.
Alessandro Carano (1984, Gallarate, VA. Vive e lavora a Milano) Diploma di Laurea in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, Milano (in corso). Mostre collettive: Federico Vavassori, Milano, 2014 (forthcoming); Guest, Roma, 2014; La Triennale, Milano, 2012; Galleria d'Arte Moderna, Milano, 2012.
Giangiacomo Rossetti (1989, Milano, MI. Vive e lavora a Milano) Mostre collettive: Guest, Roma, 2014. Progetti: Viafarini, Milano, 2013 ; Nofloor, Parigi, 2013; Selador #3, MACRO, Roma, 2014.
Davide Stucchi (1988, Vimercate (MB); vive e lavora a Milano) Diploma di Laurea in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Programma LLP Erasmus, Koninklijke Academie voor Schone Kunsten, Anversa, Belgio. Mostre personali: MACRO, Roma, 2014; Premio Furla, Bologna, 2013; Spazio Cabinet, Milano, 2012; Plusdesign, Milano, 2012; UniCredit Studio, Artissima 18, Torino, 2011. Mostre collettive: Guest, Roma, 2013; Shanaynay, Parigi, 2013; Federica Schiavo, Roma, 2012; La Triennale, Milano, 2012; Galleria d'Arte Moderna, Milano, 2012; 1m3, Losanna, Svizzera, 2012; Villa Romana, Firenze, 2011; UniCredit Studio, Milano, 2011. Progetti: Co-fondatore e co-curatore dello spazio espositivo Gasconade, Milano.

Gabriele Francesco Sassone (1983) Collabora con Flash Art, Camera Austria, Mousse, Agma Magazine e Alfa+più. Ha lavorato come editor per Postmedia Books. Dal 2012 coordina il Dipartimento di Arti Visive NABA, Nuova Accademia di Belle Arti Milano.
Angelo Sarleti (Reggio Calabria, 1979) Vive e lavora a Milano. Tra i suoi più recenti e significativi progetti espositivi, le personali MAMMONA (2012), Bilionaires (2009) e Not here (2006), realizzate presso la galleria ARTRA di Milano; mentre tra i progetti collettivi, nel 2011 Becoming rather then being presso NABA Nuova Accademia di Belle Arti (Milano), Careof DOCVA (Milano) e Vessel (Bari), nel 2008 Arrivi e Partenze, Mole Vanvitelliana (Ancona), e nel 2004 Empowerment Cantiere Italia, Museo d’arte contemporanea di Villa Croce e Palazzo Bombrini (Genova). Tra i programmi di residenza e workshop internazionali a cui ha preso parte, Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets nel 2006 presso la Dena Foundation for Contemporary Art di Parigi e Networking, Prato nel 2003 (visiting professor Meshac Gaba). Dal 2011 Angelo Sarleti si occupa di realizzare e curare le infografiche per l'annuario scientifico dell'IRCCS Fondazione Don Gnocchi, Milano.

Cripta 747 (Torino) è uno spazio culturale no profit per la ricerca nel campo dell'arte contemporanea, fondato nel 2008 da Renato Leotta, Alex Tripodo ed Elisa Troiano.

Valentina Miorandi (Trento, 1982) è laureata in Teorie e Pratiche teatrali presso l’università di Bologna. Ha frequentato, con altrettante borse di studio, il master in regia cinematografica alla New York Film Academy (2006) e il master in direzione della fotografia della Escola Superior de Cinema y Audiovisuales de Catalunya (2007) – Barcellona. È stata visiting professor presso la Universidad Complutense (Madrid e Cuenca) e ha diretto, a partire dal 2007, esposizioni multimediali presso spazi museali (FMST, MAG, Kultural Bersntol Institut). Ha collaborato con artisti di reputazione internazionale come Rosa Barba, Elisabetta Benassi, Stefania Galegati Shines, Marinella Senatore. È vincitrice della sezione  FAI del MilanoFilmFestival 2010 con uno dei suoi film-documentari. Recentemente uno dei suoi lavori è entrato a far parte della collezione del Museo MART. Nel 2013 vince il Premio Euromobil dell’Arte Fiera Bologna.