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Collezione Caproni
MAG Arco, Galleria Civica G. Segantini
Fino al 13 gennaio 2008
La Galleria Civica “G. Segantini” di Arco rende omaggio a Gianni Caproni, a cinquant’anni dalla morte, attraverso una mostra che raccoglie una selezione di opere provenienti della collezione di famiglia.
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Lugi Bonazza Arco (Trento) 1877 - Trento 1965

La mostra sarà aperta al pubblico dal 25 novembre al 13 gennaio 2008. Un’occasione speciale per ammirare diverse opere, alcune inedite, fruibili al pubblico grazie alla disponibilità di Maria Fede Caproni, figlia di Gianni Caproni. Proprio lei ricorda come il padre fosse fortemente attratto dalle atmosfere e dalle immagini degli artisti che hanno sentito con urgenza, nei primi decenni del Novecento, l’anelito al progresso e al cambiamento. Il rinnovamento delle Secessioni prima, e il linguaggio delle avanguardie storiche dei primi decenni del XX secolo in un secondo tempo, costituiscono, infatti, fondamentali riferimenti culturali e artistici per Gianni Caproni. Senza contare gli anni trascorsi a Monaco di Baviera e a Parigi, come studente d’ingegneria, che hanno sicuramente contribuito a fargli respirare l’effervescente clima culturale delle avanguardie storiche.

La passione per la pittura fa sì che lui divenga amico e sostenitore di alcuni artisti iniziando ad acquisirne le opere, che negli anni andranno a comporre una ricca e articolata collezione incentrata su temi e motivi a lui cari. Se l’aeropittura rappresenta senza dubbio una delle declinazioni pittoriche più significative della sua collezione non mancano però anche diversi ritratti e “scorci” di vita privata. Anche la moglie Timina lo affianca in questa passione contribuendo così a valorizzare la ricerca italiana nel campo delle arti, commissionando opere agli artisti, acquistandole direttamente o indirettamente, come sarà il caso della tela di Benedetta ritrovata, in modo fortuito, a Porta Portese.

Nella collezione esposta ad Arco troviamo opere di Luigi Bonazza, anche lui arcense, legato alla famiglia Caproni per parte di una zia, di Fortunato Depero, di Giacomo Balla, di Mario Sironi, di Bruno Munari, tanto per citare i nomi più noti. In queste opere la rappresentazione pittorica esprime le sensazioni dinamiche del volo nelle quali la velocità. Sono gli anni in cui si va affermando l’aviazione italiana, sviluppando una attenzione documentaristica nel rappresentare gli eventi bellici in maniera realistica. In questo periodo l’Aeronautica commissiona agli artisti opere che possano fissare su carta o su tela le impressioni del volo, riprendendo le azioni più spettacolari delle battaglie. La matrice futurista da una parte e quella tecnicista dall’altra evidenziano l’affermarsi di una sensibilità che oltrepassa la definizione più propriamente artistica, innestandosi anche nella poesia e nella musica, nelle discipline delle arti.

L’esposizione della Galleria Civica “G. Segantini” rappresenta idealmente una prosecuzione dell’opera di Caproni: rendere fruibili al pubblico le opere per capire, vedere, osservare e lasciarsi emozionare da una visione che mostra una prospettiva moltiplicata e “verticalmente penetrante, sfuggevole ed elastica” per usare le parole di Fortunato Depero.

A cura di Giovanna Nicoletti In collaborazione con Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni, Trento