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Comunicato stampa
Dal Trentino all'India. Vecchi cinema tra immagine e racconto
24-09-2012
È approdata al Museo Alto Garda «Old Cinema», la piattaforma nazionale pilota di documentazione e recupero delle sale da cinema «dimenticate», il cui varo è stato il 14 settembre ad Arco con Giuseppe Tornatore: in una delle sale al terzo piano della Rocca è stata inaugurata venerdì 21 settembre la mostra fotografica «Dal Trentino all’India. Vecchi cinema tra immagine e racconto», esito del reportage di Ambra Craighero (fotogiornalista per varie testate tra cui il Corriere della Sera) e cofondatrice di Old Cinema, che ha compiuto un lungo viaggio dentro ciò che è rimasto delle «sale perdute» del Medioriente. La mostra prosegue fino al 14 ottobre.
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Old cinema - La mostra

«L’attenzione è sul divenire – ha spiegato Ambra Craighero – sulla dimensione di trasformazione, delle sale da cinema come dei contesti urbani più in generale. Il Medioriente da questo punto di vista è un’esperienza unica perché nella quotidianità ci sono ben visibili tracce di un passato anche lontano, diffuse in ogni angolo, vissute dalla gente con la massima naturalezza».

Il reportage fotografico è l’esito di svariati viaggi in India, Bangladesh e Pakistan, e mostra ex sale da cinema raramente abbandonate, più spesso invece riassorbite nella vita quotidiana di uomini, donne e bambini.

L’inaugurazione, cui ha preso parte l’altra cofondatrice di Old Cinema, Roberta Bonazza (che ha illustrato il progetto di documentazione e recupero delle sale da cinema italiane), ha preceduto la  performance di Giordano Bruno Guerri (immagine qui sotto) sul rapporto di Gabriele D’Annunzio con il cinema: un omaggio all'estetica dannunziana e un viaggio introspettivo nella geografia interiore del Vate, riletta attraverso il suo legame con la settima arte, rispetto al quale Guerri ne ha sottolineato il ruolo di precursore.

La sua influenza sul cinema fu infatti intensa e determinata specialmente dalla trasposizione sullo schermo della sua opera letteraria (romanzi come «Il piacere», «L'innocente»), i cui ingredienti sono il divismo, la sensualità, i personaggi raffinati ed estetizzanti. Il ruolo di D'Annunzio nella storia del cinema va inoltre inteso come legittimazione della nuova arte in una prospettiva spregiudicata e d'avanguardia, dal momento che, tranne poche eccezioni, gli intellettuali del tempo guardavano con diffidenza alla nuova Musa.

 

Riva del Garda, 22 settembre 2012
Uff.st.