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Comunicato Stampa
Sulla «Vela» nel parco della Rocca
17-07-2012
Interesse e curiosità, nella serata di lunedì 16 luglio, per l’evento di installazione di tre esemplari della seduta sonora «Vela» nel parco della Rocca, proposto dal Museo Alto Garda nell’àmbito delle «Notti nei musei». Ideata dal giovane rivano Marco Salvaterra, la seduta affronta un tema suggestivo per il design: favorire una partecipazione nuova all'ambiente circostante. Un tema che l'autore, neolaureato alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, ha svolto partendo dalla riflessione sul ruolo dei suoni; «Vela», infatti, ai primi movimenti dell'occupante emette una fedele riproduzione della «voce» tipica dei porti del lago di Garda, quella degli stralli delle imbarcazioni che si muovono al vento. Realizzata grazie ad una nuova tecnologia di piegatura dell'alluminio, la seduta è stata inaugurata con un evento aperto dall’esibizione di Carlo Cenini al pianoforte e proseguito con la proiezione del cortometraggio «Welcome home» (di Paolo Alati e Marco Tursi); quindi alcuni palloncini, liberati, si sono alzati e hanno levato i veli che coprivano alla vista le tre sedute, poi ammirate e provate dal pubblico. In conclusione il dibattito, presenti, oltre all'autore, per il Mag il responsabile Gianni Pellegrini e la direttrice artistica della sezione del contemporaneo Giovanna Nicoletti, per l'amministrazione comunale l'assessore alla cultura Maria Flavia Brunelli e il vice segretario generale Anna Cattoi; inoltre i referenti degli sponsor, ovvero il presidente Roberto Pellegrini per Riva del Garda Fierecongressi Spa, e il direttore generale Nicola Polichetti per la Cassa Rurale Alto Garda. Nei prossimi giorni altri due esemplari di «Vela» saranno installati a Punta Lido.
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La seduta Vela

«La seduta è pensata per essere una sorta di spinnaker – ha spiegato Marco Salvaterra – e per trasformare chi si siede nel vento, che fa vibrare questa sorta di strumento musicale: quello che per anni ho ascoltato in particolare a porto San Nicolò, durante gli anni degli studi».

Altro tema distintivo del progetto è la smaterializzazione, ovvero la dissimulazione della presenza fisica della seduta, oggetto in sé «estraneo» al contesto naturale (e inoltre di un certo ingombro), il che è risolto con una complessa forma sfaccettata in cui i tanti, piccoli poligoni disegnati nell'alluminio (un'unica lastra piegata dalle macchine e da un complesso lavoro di artigiani specializzati) riflettono e accolgono frammenti dell'intorno, creando inoltre un sofisticato gioco di luci, riflesse in una moltitudine di diverse gradazioni.

Per il ventisettenne Marco Salvaterra, «Vela» costituisce la tesi di laurea; realizzata da un guscio d’alluminio posto su un supporto mobile, è pensata per muoversi sospinta dall'Ora – il vento stagionale caratteristico del lago di Garda – e per riflettere la luce del lago; un oggetto pensato come un'installazione per il lungolago rivano, del quale però è iniziata la produzione in serie destinata ad interni, in particolare ad alberghi di lusso. La seduta – che ha dimensioni importanti: 120 centimetri di altezza, 80 di profondità e 70 di larghezza – nell'intenzione dell'autore è l’omaggio di un Rivano alla propria città e al suo splendido ambiente naturale. Marco Salvaterra, presentando «Vela» come tesi di laurea alla Naba, ne ha ricavato il migliore degli esiti: la valutazione di 110 e lode, e la proposta – prontamente accolta – di una cattedra d'insegnamento.

Riva del Garda, 17 luglio 2012
Uff.stampa (mc)