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Comunicato stampa
Viaggio al lago di Garda: l'inaugurazione
29-03-2012
Alle 17.30 «La visione del viaggio», incontro con il Gruppo il Tè delle letture, a cura di Sabrina Simonetto: i canti del vino insieme a Dominik Balazka, con accompagnamento di chitarra (in collaborazione con la biblioteca civica di Riva del Garda); a seguire (dalle ore 18.30) l'inaugurazione e la presentazione della mostra, con visita guidata insieme al curatore Alberto Prandi; e infine (a partire dalle ore 19) «Viaggio nei sapori del Garda», aperitivo e degustazione. È il programma dell'inaugurazione della mostra «Viaggio al lago di Garda. Le vedute fotografiche dei Lotze 1860 – 1880», giovedì 29 marzo in Rocca con ingresso libero. La mostra è promossa dal MAG, Museo Alto Garda, in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento.
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Emil Lotze, «Der Ortler vom Stilfser-Joch» (L'Ortler dal passo dello Stelvio), 1876

 Lotze: le loro immagini all’albumina hanno contribuito a diffondere nel Continente il mito del «Grande lago blu», il Garda. Dal 30 marzo al 10 giugno il Museo Alto Garda propone un’ampia retrospettiva delle loro mitiche fotografie: 120 stampe vintage, di cui un buon numero inedite, tutte della dinastia italo-tedesca dei Lotze. Ad ospitare la grande esposizione è la fortezza asburgica che affonda le proprie fondamenta nelle acque del lago, a Riva del Garda. I Lotze scesero a Verona da Monaco alla metà dell’Ottocento. Il capostipite Moritz Lotze, pittore di corte del Duca di Sassonia, con all’attivo un solido sodalizio con Franz Hanfstaengl, sperimentatore e celebre fotografo tedesco, introduce nella città scaligera la nuova suggestiva tecnica fotografica al collodio.

In pochi anni, lo Studio Lotze diviene non solo il più ricercato della città ma uno dei principali in Italia settentrionale. I privati si contendevano i suoi ritratti, l’esercito gli commissionava le campagne di documentazione delle imponenti fortificazioni militari e il Governo la documentazione delle grandi opere che modernizzavano il nord-est: ferrovie, acquedotti, canali irrigui. A Moritz, che nonostante l’attività fotografica non abbandonerà mai la pittura, si affiancheranno i figli: Emil e Richard. Il primo attivo prevalentemente in Sudtirolo, il secondo impegnato nello studio veronese. A quest’ultimo arride minor fortuna, tanto che egli finì, il 17 aprile del 1909, suicida. Il suo fu un suicidio denso di significati simbolici: avvenne nel centenario della nascita del celebre padre e come mezzo Richard scelse l’acido prussico.

Della ricchissima attività oggi rimangono oltre un consistente nucleo di lastre negative relative alle opere d’arte e ai monumenti veronesi, anche diverse preziosissime e spesso uniche raccolte di stampe d’epoca, disperse tra collezioni pubbliche e collezionisti privati.

La mostra riunisce per la prima volta , il meglio delle suggestive immagini che i Lotze dedicarono al loro lago di adozione, il Garda appunto, e alle montagne del Sudtirolo. Sono immagini datate tra il 1860, quando sul lago svettava ancora la bandiera austriaca e il 1880, quando solo la parte trentina del grande lago era ancor irredenta, e le Dolomiti che ancora non avevano incontrato fotografi. Hanno un enorme valore documentario, per la qualità e l’ineguagliabile abilità compositiva, che contraddistingueva il lavoro dei Lotze, e per la loro rarità. Raccontano la trasformazione dei paesaggi del lago, dal dominio spaziale e fisico delle imponenti fortezze asburgiche preunitarie, all’appropriazione identitaria dovuta all’insediamento delle nuove ville con grandi giardini panoramici voluti dalle aristocrazie italiane post-unitarie. Paesaggi, atmosfere e la vita d’un lago che, via via, il turismo internazionale.

 

Informazioni
MAG – Museo Alto Garda
www.museoaltogarda.it

Rocca, Riva del Garda (TN)
Piazza Cesare Battisti 3/a
tel. 0464 573869
fax 0464 521680
email museo@comune.rivadelgarda.tn.it

Palazzo dei Panni, Arco (TN)
Via Segantini 9
tel. 0464 583653
fax 0464 583615

 

 

Riva del Garda, 27 marzo 2012
Uff.stampa