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Alfonsina Gonzaga Madruzzo che visse in Rocca
19-10-2011
Tra storia e romanzo, ma più storia che romanzo: è la vita di Alfonsina Gonzaga, sposa di Gianangelo Gaudenzio Madruzzo, vissuta tra la fine del Cinquecento e la prima metà del Seicento (1580-1647), dei quali una cinquantina trascorsi a Riva del Garda, quasi sempre nella Rocca. Il libro «Tre punti di rosso» di Luisa Gretter Adamoli, sottotitolo: «L’affascinante e misconosciuta vita di Alfonsina Gonzaga Madruzzo» (ed. Curcu & Genovese, 2011), è presentato sabato 22 ottobre alle 18 in Rocca, nell'àmbito di «Ottobre a teatro», cartellone di proposte nel Museo di Riva del Garda pensato per «incontrarsi» nelle magnifiche sale dell’antica Rocca e passeggiare tra le opere d’arte e le testimonianze del passato.
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Ritratto di Alfonsina Gonzaga

Dalle 16 alle 19.30 ingresso gratuito al Museo, musica e degustazione di castagne e mieli dei castagneti di Campi e dei sapori del territorio. E per i più piccoli gli apprezzati laboratori creativi di «INvento», il museo a dimensione di bambino: dalle 15.30 alle 17 «Strane trame», per bambini dai 5 agli 11 anni. In collaborazione con il Gruppo Tutela dei Marroni e Prodotti tipici di Campi, e col sostegno di Ingarda Trentino SpA e di Rivaincentro. Tutte le proposte sono ad ingresso libero. Il romanzo inizia con la scopertura del sacello, davanti all'altar maggiore, dei committenti dell’Inviolata, il capitano Gianangelo Gaudenzio Madruzzo e la moglie Alfonsina, effigiata da Martino Teofilo Polacco all’interno della prima cappella Inviolata, dedicata a San Carlo. Tutto ruota intorno ai tre punti rossi del dipinto del Polacco, ovvero il cuscino di velluto su cui è inginocchiata Alfonsina; la mantellina cardinalizia del santo dell’effigie e la tenda sollevata dalla serva intrigante. Tre punti che rappresentano una complessa realtà, come tessere di un puzzle che il romanzo vuol ricostruire, per accostarli, metterli in comunicazione, dar loro un senso.

Chi è Alfonsina Gonzaga (1580-1647) La sposa (1602) di Gianangelo Gaudenzio Madruzzo, uno dei personaggi più in vista del Trentino, dei Gonzaga di Novellara, ramo cadetto dei Gonzaga. Ancora bambina è inviata al convento di Santa Marta di Milano, per ricevere un’educazione adatta al suo rango secondo i dettami di San Carlo Borromeo, suo lontano parente (effigiato nell’altare a sinistra nell'Inviolata). A 22 anni la promessa sposa lascia la sua Novellara per venire sul lago e incontrare un marito sconosciuto, pù anziano di lei di 20 anni, che ha già tre figlie, di cui una monaca. A Riva, presto vedova, conduce un’esistenza da protagonista: sbalzata in primo piano dalla dipartita dell'illustre marito, si trasforma da timida ragazza in signora del potere, riverita e temuta. Sua grande «creatura» è la chiesa dell’Inviolata, nella quale è ritratta da Martino Teofilo Polacco, unica donna committente nell'altare di sinistra, dedicato a San Carlo Borromeo. Chi è Gianangelo Gaudenzio Madruzzo (1562-1618) Capitano della Rocca vescovile, colonnello delle milizie tirolesi in Rocca, nipote del cardinale Ludovico e parente dei vescovi Carlo Gaudenzio e Carlo Emanuele, capitano della Rocca di Riva, legato da amicizia con il Duca Mantova Gonzaga. Nella storia La storia del Seicento è quella della Controriforma dopo il Concilio di Trento, sia in politica che in arte, con lo scontro Papato-Impero e la grande arte barocca. È un periodo post-conciliare che si caratterizza per la massima diffusione del culto della Madonna. A Riva, su un muro limitrofo alla fontana del Mosé, il pittore Mangiavano ha dipinto una Madonna fra San Rocco e Sebastiano, veneratissima dal popolo, poi spostata sull’altar maggiore della chiesa. La cui costruzione è compiuta tra il 1603 e il 1620, con completamento nel 1645. Benefattrice, Alfonsina Gonzaga è citata nella lapide al vecchio ospedale civico. Luisa Gretter Adamoli Scrittrice e poetessa, è alter ego dell’architetto Antonello Adiamoli (con cui collabora in vari lavori) e scrive poesia (appartiene al Cenacolo di Elio Fox) e romanzi (nel 1998 «Affinché ognuno sappia», premio Papaleoni narrativa). Riva del Garda, 19 ottobre 2011 Uff.stampa