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I forti del monte Brione
La linea fortificatoria dell'Alto Garda
11.10.2014 - 31.12.2015
Eventi
Escursione animata dal porto San Nicolò a Forte Garda
Riva del Garda - TN
24.08.2016 ore 14:30
A forte Garda con Francesca Sorrentino (voce) e Stefano Menato (sax)
Riva del Garda - TN
28.07.2016 ore 18:30
A forte Garda le opere di Julia Bornefeld e Gjon Jakaj
Riva del Garda - TN
09.07 ore 19:00 - 28.08.2016
Aperture, visite, eventi
Riva del Garda - TN
28.03 ore 10:00 - 30.10.2016
Dal 26 al 28 dicembre 2015 riapre forte Garda
Riva del Garda - TN
26.12 - 28.12.2015
Aperture, visite, eventi
Riva del Garda - TN
29.03 - 31.10.2015
Riva del Garda, 26 ottobre e 9, 16, 23 novembre
Riva del Garda - TN
26.10 - 23.11.2014
Percorsi, narrazioni, dialoghi e visioni attraverso i forti del Monte Brione
Riva del Garda - TN
18.10 - 19.10.2014

La linea fortificatoria dell’Alto Garda
(i forti attualmente non sono visitabili all'interno)

Le opere fortificatorie nel settore di Riva del Garda comprendono la Tagliata del Ponale, il Forte Bellavista, la batteria sulla spiaggia, il Forte San Nicolò, il Forte Garda, la Batteria di Mezzo, il Forte S. Alessandro, due batterie mortai sul Brione, il Forte Tombio ed i due Forti di Nago.
Da parte italiana lungo il confine non viene contrapposta alcuna opera permanente di carattere fortificatorio, essendo il fronte piuttosto avanzato rispetto alle posizioni di partenza e ritenendosi sufficiente per far pressione contro la linea austriaca il dominio diretto del monte Baldo ed il sostegno di due grossi cannoni da Marina installati a Malcesine e a Limone.
Lo sbarramento dei forti altogardesani austriaci viene a incernierarsi su un fronte abbastanza composito che dal Doss della Torta-Gavardina scende alla Rocchetta e quindi attraversa la pianura del Basso Sarca e si inerpica sullo Stivo e sul Creino, comprendendo anche il caposaldo di Malga Zures, nel settore del Baldo, importante sbarramento all’avanzata delle truppe italiane provenienti dalla cima dell’Altissimo, da Doss Casina e da Doss Alto.


Descrizione itinerario

Dal Forte San Nicolò si sale lungo il Sentiero della Pace che, seguendo la cresta del monte Brione, incontra Forte Garda prima e la Batteria di Mezzo poi.
Giunti alla Batteria di Mezzo si imbocca la strada bianca forestale che scendendo incontra, sul primo tornante, un sentiero che porta alla strada asfaltata del monte Brione (chiusa al traffico); si prosegue fino ad trovare una strada bianca che sale leggermente a destra: da qui si arriva a Forte S. Alessandro: si rimane sempre sul Sentiero della Pace fino ad arrivare al piazzale dove ci sono le polveriere: da qui si prende la strada asfaltata e la si ripercorre per intero, fino al punto di partenza presso il porto San Nicolò.
A partire dalla relativa facilità con la quale nella primavera del 1848 le colonne dei Corpi franchi lombardi riuscirono a penetrare nel Trentino Occidentale, durante la Prima guerra d’indipendenza, che si ripropose la questione del presidio delle vallate verso la pianura Padana. Dalla seconda metà dell’’800 fino alla Prima guerra mondiale quando il Trentino diventa terra di confine, vengono costruite cinque generazioni di fortificazioni, che mutarono al variare delle modalità di svolgimento della guerra.


Sentiero della Pace

Il Sentiero della Pace è un tracciato che collega i luoghi e le memorie della Grande guerra sul fronte del Trentino, dal passo del Tonale alla Marmolada, per una lunghezza di oltre 350 chilometri. Questo straordinario itinerario venne realizzato unendo sentieri ed ex strade militari negli anni dal 1986 al 1990. Protagonisti della realizzazione furono gli uomini del Consorzio Lavoro Ambiente e del Servizio Ripristino e Valorizzazione Ambientale della Provincia di Trento. E´ un percorso contrassegnato da segnavia con una colomba gialla che attraversa le memorie ed i luoghi del conflitto permettendo ad ognuno di riflettere e meditare.


Forte San Nicolò

Ubicato alle pendici del monte Brione presso l’omonimo porto di Riva del Garda. Costruito fra il 1860 e il 1862, è stato poi ampliato e rimodernato nel 1911/1912. Forte di prima generazione, definito tagliata valliva: casamatta non armata di pietra a vista ben lavorata e calce; quando venne rimodernato venne usato il calcestruzzo armato. La sua funzione era quella di controllo del lago e del traffico tra Riva e Torbole: infatti era anche un esempio di tagliata con tanto di portone di ferro che chiudeva la strada.


Forte Garda

Localizzato lungo il Sentiero della Pace del monte Brione vicino al Forte S. Nicolò. Venne realizzato fra il 1904 e il 1907. Forte Corazzato (quarta generazione): di calcestruzzo armato, molto razionale all’interno per poter ospitare 150-200 uomini, mimetizzato e aderente al terreno. Dal fossato di gola del forte parte una lunga galleria di circa 300 metri, con scalinate e punti di osservazione sulla parete del Brione. La sua funzione era sia difensiva che offensiva data la sua posizione altamente strategica sul lago di Garda.


Batteria di Mezzo

Situata sul Sentiero della Pace del monte Brione nei pressi delle antenne. Venne costruita fra il 1898 e il 1900. Forte di montagna – Gebirgsforts (terza generazione): fortificazione sui dossi perché le tagliate non erano più sufficienti al controllo del territorio.
Una parte è in pietre squadrate, tra le quali alcuni grossi graniti, mentre la copertura è in calcestruzzo. Poteva ospitare 100/150 uomini.
Nel 1915 è stato dotato di una lunga galleria molto capiente che portava ad osservatori sulla parete strapiombante del Brione. Il Forte serviva a controllare la zona di Nago e della foce del fiume Sarca.

Forte Sant’Alessandro

Ubicato sul Sentiero della Pace del monte Brione all’estremità nord. Venne realizzato fra il 1880 e il 1881 e rimodernato in parte nel 1908 e nel 1911, quando fu dotato di una stazione radiotelegrafica e di una polveriera. Forte in stile trentino o leggero (seconda generazione): tale tipologia si riscontra solo nella nostra regione; sono forti costruiti su terreni con poche asperità e realizzati in una forma generalmente semplice: l’edificio si sviluppa più orizzontalmente che verticalmente. Le artiglierie erano poste all’aperto (in “barbetta”) e la guarnigione poteva arrivare a 50 uomini. La sua funzione era quella di controllore la zona verso Arco e come supporto per segnalazioni ottiche agli altri Forti.