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DH Lawrence a Gargnano 1912 | 1913
MAG Riva del Garda, Museo
Until Sunday 24 February 2013
I sat and looked at the lake. It was beautiful as paradise, as the first creation
La mostra «D.H. Lawrence a Gargnano» si presenta come un percorso di approfondimento dedicato alla permanenza della coppia David Lawrence – Frida Weekly von Richtofen sul lago di Garda. Allestita a cura del Comitato per Gargnano storica con il contributo del Comune di Gargnano e del Rotary Club, giunge a Riva del Garda dopo essere stata esposta nello stesso comune bresciano dal 21 luglio al 27 settembre scorso.
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D.H. Lawrence

David Herbert Lawrence giunge a Riva nel settembre 1912 dopo aver attraversato le Alpi con Frieda, la compagna che sposerà nel 1914. Prende dimora a Villa Leonardi dove rimane per due settimane. Soggiorna poi a Villa di Gargnano, nella quale si ferma per quasi sette mesi, infine nella piccola frazione di San Gaudenzio, ultima breve tappa prima del ritorno in Inghilterra. L’estate è quasi al tramonto e offre i suoi frutti migliori, quelli del clima e della natura mediterranea che i due amanti “fuggiaschi” colgono dimentichi della loro indigenza. Così Lawrence rinasce, “come una pietra secca che si rompe e sgorga nella vita”. Il viaggio prosegue nelle vicine contrade della riviera gardesana, fra gli olivi e le serre di limoni di Gargnano e San Gaudenzio, nelle escursioni a Campione e a Tignale, lungo i sentieri che la primavera precoce riveste di ellebori e primule, dei peschi pasquali del 1913. In questa natura generosa vive un’umanità talvolta costretta a obliarla o fuggirla, per un lavoro altrove, per mutare la vita. Lawrence si mostra interessato a un tale microcosmo al crepuscolo; tratteggia un quadro antropologico vivo, mai artefatto o irridente, anche quando si tratta di mettere in luce le scene grottesche o i costumi che gli sono distanti. Non si ritrae dalla scena, è parte integrante, rapportandosi alle persone nella loro azione vitale, nel retaggio di istinti e sentimenti che il presunto mondo apollineo non è riuscito ancora a fagocitare, nel bene e nel male. In questa stagione del Garda percepisce l’epilogo di un’epoca che gli sembra “sul bordo di un crepaccio”. Si misura con un Dioniso cresciuto nelle convenzioni, nella religiosità controriformista, in una sensualità trattenuta e fallica che comunque genera vita. Il confine con l’epoca nuova è però vicino, quello con l’America dell’emigrazione per alcuni è già superato, in un adattamento meticcio che sconta il passaggio dalla tradizione contadina al melting pot di una pseudo cultura industriale che sta insinuandosi nelle crepe di una società destinata a “essere portata via da un’onda infida e prodigiosa”.

Un brano di Mauro Grazioli dal volume "David Herbert Lawrence e il Garda".