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Mente Locale di Giuseppe Gonella per Der Blitz 2014
Sabato 7 giugno ore 18 incontro con l'artista, percorsi con i curatori e lab per bambini
MAG Arco, Galleria Civica G. Segantini
Samstag, 7 Juni 2014 ore 18:00
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Giuseppe Gonella_Mente locale_ 2014_ acrilico su tela_297x177,5 cm

Der Blitz 2014. Ricerca, azione e cultura contemporanea
L'atlante

A cura di Denis Isaia, Federico Mazzonelli
Arco | Galleria Civica G. Segantini
18.05 – 05.10 2014
New opening sabato 7 giugno 2014 | ore 18
In collaborazione con Mart Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto

Prosegue con un nuovo lavoro dell'artista Giuseppe Gonella, Mente Locale, il progetto espositivo di Der Blitz 2014 L'atlante, in corso alla Galleria Civica G. Segantini di Arco e inaugurato lo scorso 18 maggio. Un'occasione per incontrare l'artista residente a Berlino e conoscere le sue opere, visitare L'atlante insieme ai curatori e intrattenersi nel cortile della Galleria dove sarà attivato anche un lab per bambini e ragazzi ispirato alla ricerca artistica di Gonella.

Sabato 7 giugno 2014 alle 18, lo spazio arcense del MAG dedicato al contemporaneo nell'Alto Garda si alimenterà di un nuovo intervento, Mente Locale di Giuseppe Gonella, che andrà a sostituire nella prima sala della Galleria il lavoro di Silvia Giambrone Ciò che non siamo, ciò che non vogliamo, mentre nelle altre due sale rimarranno ancora visibili fino al 22 giugno l'installazione Futures di Jacopo Mazzonelli e il progetto di Alessandra Prandin con gli artisti Melik Ohanian, Alberto Scodro e Cristian Chironi Real Track.

Sempre sabato 7 giugno, dalle 18, sarà attivato un Laboratorio di pittura e collage (gratuito) ispirato alle opere di Giuseppe Gonella: i bambini potranno realizzare un collage da indossare, utilizzando carte colorate, riviste e tempere ispirandosi ai lavori dell'artista, ricchissimi di inserti, citazioni, rimandi.

Il progetto espositivo di Giuseppe Gonella Mente Locale presenta un corpus di lavori inediti appositamente concepiti per Der Blitz e che costituiscono parte della produzione realizzata dall’artista nel corso dell’ultimo anno di attività durante la sua residenza a Berlino. La pittura di Gonella si attua  come una sorta di work-in-progress, rispetto al quale lo spazio del quadro diviene un luogo attraversato da una doppia tensione, un dinamismo insieme di espansione e di concentrazione degli elementi che lo definiscono. Se da un punto di vista compositivo le sue opere sono infatti caratterizzate da una gamma cromatica estremamente varia, da timbri accesi e luminosi, da una stratificazione di elementi astratti e figurativi che innescano nel dipinto un forte senso di accelerazione prospettica e spaziale, le sue immagini finiscono tuttavia col restituirci anche il senso di una forte ambiguità temporale, quasi fossero frammenti visivi sottratti al flusso della memoria, come sospesi in una dimensione di costante e sottilmente ansiogena attesa. Dalle sue superfici emergono forme e figure, margini, soglie, segni, frammenti di colore nei quali lo spazio e tutto ciò che lo abita quasi implodono su sé stessi, come se la pittura avesse cancellato la forza gravitazionale e avesse rarefatto, insieme alle leggi di verosimiglianza e di realtà alle quali risponde l’immagine, gli stessi processi cognitivi che solitamente mettiamo in atto per attuarne un riconoscimento ed una lettura. Attraverso una pratica di spaesamento, un utilizzo del segno, del colore e degli elementi figurativi  che rimandano ad una matrice  neo-espressionista, alla quale non sono   estranei riferimenti alla pittura della cosiddetta scuola di Lipsia (da Neo Rauch a Matthias Weischer), Gonella sembra cercare uno spazio pittorico quasi multidimensionale, capace di attraversare la realtà al fine di recuperarne nuove possibilità di narrazione. Procedendo per frammenti, per scarti, tentando di ricondurre a traccia visiva anche ciò che percepiamo come estemporaneo, marginale, transitorio, il senso del suo lavoro sembra risiedere proprio nel tentativo, per quanto parziale e soggettivo possa essere, di restituire allo spettatore un affresco del mondo contemporaneo attuato in tempo reale. Una visione dunque che si realizza come una sorta di orizzonte continuo, il cui equilibrio risulta paradossalmente stabile nella sua precarietà e del quale solo l’esperienza diviene il vero centro gravitazionale, l’unità di misura alla quale affidarne, in ultima istanza, anche una possibile pretesa di verità.